Polinesia, tra miti e leggende

Aggiornato il: feb 2

E' il sogno di tutti, è la meta più ambita...ma vale quello che costa?



Se ci svegliamo al suono dell'applauso del nostro conto in banca direi di si, ovviamente ne vale la pena. La Polinesia Francese è il paradiso in terra! Partiamo dal presupposto che spesso vista la distanza si preferisce abbinarla ad un'altra meta e ovviamente questo fa alzare il prezzo, comunque come ogni paradiso che si rispetti per essere raggiunto non è mai cosa semplice, si perchè a parte gli scali (che approfondiremo dopo) statene certi che di certo passeremo più di venti ore su di un aereo. Da Tahiti, la coloratissima isola che ha ispirato con i suoi colori "Paul Gauguin" ed esattamente a Pape'ete che ne è il suo maggiore centro abitato, inizieremo la nostra avventura. Sicuramente non l'isola con le lagune migliori ma senza dubbio favoloso il suo mercato, colori e profumi che già vi inizieranno a questa meta magica. Un' altra chicca del nostro breve soggiorno a Tahiti potrebbe essere inoltre il museo del noto pittore che scelse quest'isola sfuggendo al suo lavoro alla borsa, scelta coraggiosa soprattutto se si pensa che era il 1874.


La Polinesia Francese è composta da ben 118 isole divise a sua volta in 5 arcipelaghi, Isole della Società, Tuamotu, Gambier ed infine le Isole Marchesi. Purtroppo a differenza del noto pittore che ha deciso di stoppare la sua vita lì noi abbiamo sempre i giorni contati e la fretta è sempre quotidianamente la nostra nemica, dobbiamo quindi scegliere cosa vedere e su cosa concentrarci, avendo parlato di Tahiti parleremo in seguito di altre due isole della Società, Moorea e Bora Bora.


MOOREA


E' mia abitudine consigliare Moorea come meta successiva a Pape'ete che ne dista solo 20 chilometri. Circondata da sabbia bianca, guglie verdi dalla forma spettacolare, altari e antiche pietre scolpite.

E' divisa dal maestoso monte Rotui che separa a sua volta la baia di Cook alla gemella baia di Opunohu. Oltre che ad una laguna azzurro brillante dove si ergono resort da favola con i suoi bungalow overwater, Moorea è tra le mie preferite anche per la semplicità con cui ci si arriva, troviamo infatti fino ad otto collegamenti al giorno in traghetto dalla vicina Tahiti. Quindi risparmio di tempo e anche economico visto che si può evitare così il pass aereo!


BORA BORA


La perla del pacifico, chiamata dai locali "Pora Pora" in quanto nella loro lingua la "b" non esiste e che alla lettere significa "prima nascita" si pensa infatti che i primi abitanti vi arrivarono circa 7 milioni di anni fa.

Situata a circa 50 minuti di volo da Tahiti, forse Bora Bora è l'isola più turistica dell'intero arcipelago. Stracolma di giardini di corallo animati a sua volta da coloratissimi pesci tropicali oltre che mante giganti che vi sfrecceranno affianco.

Tanta natura quindi, ma che potrebbe essere definita tranquillamente come il centro dell'universo romantico con i suoi resort e SPA di lusso. Mi raccomando se avete scelto la Polinesia come meta per il vostro viaggio di nozze fate ben presente al vostro agente che siete in luna di miele, questo perchè tante di queste catene propongono sconti enormi per voi, soprattutto se scegliete di abbinare resort della stessa catena anche se su isole diverse. Precisiamo che Bora Bora e tutta la Polinesia è al contrario di quanto si pensi non solo mare, anzi, escursioni favolose in fuoristrada o anche a piedi sono all'ordine del giorno...guardare panorami mozzafiato dall'alto dei monti Otemanu e Pahia rientrerà sicuramente tra le cose che nella vita mai dimenticherete!


RITORNANDO AGLI SCALI


Come dicevo nelle prime righe di questo articolo e con la promessa che ci sarei tornato mi preme approfondire il discorso degli scali aerei, non per la comodità o scomodità degli stessi ma come spunto per arricchire il vostro viaggio toccando meno o molto più approfonditamente altri Paesi. Senza ombra di dubbio lo scalo più gettonato e solitamente anche il più economico è Los Angeles (Stati Uniti), dove possiamo sfruttare lo stop per un tour dell'ovest.

San Francisco, i parchi o la luminosissima Las Vegas possono essere un preludio indimenticabile al relax Polinesiano. Cambiando rotta non è da meno il passaggio fatto in Giappone se non in Australia o nuova Zelanda collegata oltremodo in modo eccellente. In ultimo, forse per i più avventurosi, il passaggio in America del Sud è doveroso, magari toccando Machu Picchu in Perù o anche un interessante tour in Cile che vi collegherà alla Polinesia attraverso l'isola di Pasqua e i suoi imperscrutabili moai.


CHIUDIAMO...con una lacrimuccia.


E' d'obbligo versarla quando a dicembre chiusi in casa in pieno lockdown si scrive della Polinesia, ma soprattutto quando si è parlato così poco di questo mondo fantastico, di cui abbiamo toccato solo una piccola parte di un solo arcipelago. Promesso, in futuro parleremo di altro, delle remote Isole Gambier e le sue perle nere oppure di un meraviglioso tuffo tra gli squali delle Isole Tuamotu...ma come dicevo nella prima parte, prendiamoci tempo che "la fretta è nostra peggior nemica".


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